Cerco me
nell'Infinito
e mi perdo.
Ma è sublime
confondersi
fra le Stelle
Tutmosi

Cerco me
nell'Infinito
e mi perdo.
Ma è sublime
confondersi
fra le Stelle
Tutmosi


L' Eternita' non ha fine,
non ha inizio.
L' Eternita' è un cerchio.
Se viviamo
dovremmmo continuare
a farlo per sempre
e,
se per sempre vivessimo,
saremmo
come, nel cerchio,
nell' Eternita'

In una notte limpida
chiunque puo' interrogare il cielo,
ma sono pochi i fortunati
che riescono a trovare
il conforto che vanno cercando
nella luce delle stelle.
E le stelle sono lì,
rassicuranti,
in qualsiasi luogo esse ti trovino,
qualsiasi notte le avvolga.
Poter esser una stella fra le stelle
dove non esistano
obbighi,doveri,rinunce,consessioni,
rancori e ipocrisie.
Poter esser una stella fra le stelle.

La pioggia d'autunno
è un tuono di sfida
all'estate assopita
per la tanta calura.
La pioggia d'autunno
insuppa le zolle spaccate
gli stecchi riarsi
le foglie insecchite.
La pioggia d'autunno
senza l'arcobaleno,
è povera cosa
del tempo che va.
"Traversando la Maremma"stamattina,
passo avanti i Cipressetti di San Guido,
non a bordo d'un trenino sferragliante,
ma al volante, sulle ruote, nel Duemila.
Balza il cuore al ricordo del Poeta e
dei versi Suoi immortali che son
scritti in quel cippo eternamente,
contornato dai "Giganti giovinetti".
E se presto un po' l'orecchio, chiaro sento
quel sussurro che si perde nel mattino
nell'autunno fresco e brumoso.
Odi e Canti ha creato la Sua penna
che la povera mia rima presto presto
impallidisce senza inchiostro nè pennino.
Un mesetto e poi viene San Martino
e io spero che "La nebbia agli irti colli"
mi riporti fra le vie del borgo antico
fra l'odore del buon vino ed il ceppo
scoppiettante con il cacciator vicino,
cosi' insieme a rimirar i vaganti
pensier miei fra lo stormo d'uccelli
neri in quel vespero d'incanto.
Costellazioni d'immagini da sempre
nei miei pensieri orbitanti, stanotte
sognare vorrei ,che' di giorno la mente
scaccia o rifugge.
Nel buio essa si prende giusto riposo
da perenne ricerca delle verita'di vita
che come fiume scorre
sinuosa e veloce
sotto ponti talvolta insicuri, superando
anse, ingorghi o retti cammini
per giungere infine al mare
della saggezza.
Stanotte vi saranno allora quei bei sogni
a dare ristoro alla stanche memorie
oppur solo un torpore coprira'
quel manto di stelle?
A volo d'uccello sulla Maremma,
in silenzioso battito d'ali su giochi
di riflessi di rarissimo incanto.
Un'occhiata alle isole staglianti in
controluce come disegnate da poco.
La corrente d'aria ti aleggia nel verde
d'ombrosi pini carezzati dal rosmarino.
La fauna in liberta' assoluta è
lontana anni luce da un mondo che
vive e rumoreggia a tre passi.
Si respira un'aria dimenticata nella
la terra strappata con forza alle acque
malsane e ad una zanzara crudele.
Si plana su pennellate di contrastanti toni,
fra girasoli e messi dorate, mentre
il Libeccio gli scompliglia i colori.
Il sole si rituffa nel mare e
tinge di rame i sinuosi marosi
fino a sparire d'un rosso intenso che
cala su una giornata ormai terminata,
ma lunga una Storia

Se ne sta con i suoi novant'anni
posati sulla vecchia poltrona,
col pensiero rivolto al passato,
che' il futuro piu' speranza non ha.
Ben ricorda quel ferro da stiro,
il gessetto per tracciare disegni,
quattro spilli alle labbra fissati
e lo specchio che diceva di si.
Ha vestito i suoi tanti clienti
magri,grassi e di varia statura,
apportava la sua correzione
per un abito senza difetti.
Nella sala di posa ormai buia,
non contrastano i tanti colori
delle stoffe, di sete e filati,
dei cotoni i tanti rocchetti.
In un angolo soli e abbuiati
se ne stanno quei bei manichini
raccontando un mestiere passato
e d'un uomo che per sempre vivra'.
