
(Dipinto dall' Autore)
Era davvero freddo quell'inverno di tanti anni fa che ancor oggi il ricordo ripropone e rifugge.
La neve aveva gia' imbiancato le vecchie tegole del borgo d'Assisi e le tortuose stradine che salivano fino al castello cunfuso nel grigiore del cielo.
Dal finestrone della camerata i convittori osservavano questo paesaggio immobile come un Presepe che solo il turbinio dei fiocchi di neve un po' ravvivava.
Il pensiero d'un bimbo di otto anni prendeva allora la strada della casa lontana....
La mamma non c'era piu' da tanto tempo ormai e il Collegio era sembrata una risorsa della nuova famiglia, una risorsa che la mente di un fanciullo non avrebbe mai potuto capire.
Ma i termosifoni erano piu' caldi della stufa a legno di casa e il lettino di coltroni e coperte per allora era solo un freddo ricordo. - Qui si poteva scendere a piedi nudi di notte per andare a fare pipi',in silenzio assoluto per non disturbare il sonno di tanti fanciulli venuti da ogni parte d'Italia.
Avevano"vinto" tutti come me il concorso del Convitto Nazionale per orfani di insegnanti , un regalo che quel Natale giunto ormai al grande portone d'ingresso, non avrebbe potuto incartare con un fiocco d'Amore.