Come un antico bardo,
tra istrioni e cantori
mi confondo e scendo
gli scoscesi gradini
nel borgo della vita.
Possa invece il mio verso
salire piu' in alto
del vocìo, del tramestìo
con una poesia
che tocchi il cuore.
Come un antico bardo,
tra istrioni e cantori
mi confondo e scendo
gli scoscesi gradini
nel borgo della vita.
Possa invece il mio verso
salire piu' in alto
del vocìo, del tramestìo
con una poesia
che tocchi il cuore.
( Foto dell'Autore)
Quando Maesta' Natura
accende le sue luci
e da mattina a sera
usa i color piu' fini,
anche il piu' grande Artista
posi i pennelli suoi,
tolga la tavolozza
e d'umilta' s'inchini.
Quest'anno San Martino
dall'undici novembre
s'è tolto il suo mantello
e piu’ non l’ha rimesso.
I giorni son trascorsi,
i mesi son passati,
la porta dell'inverno
appena s'è dischiusa.
Gia' son sbocciati i fiori
ed una primavera
d'anticipo è venuta.
Ricordo una stagione
col vento che fischietta
e il caminetto acceso.
Ricordo quella pioggia
che batte sul mio vetro
e mi lava il giardino.
Invece c'è una cappa
dall'uomo costruita
sotto la quale adesso
si vive un'altra vita.

(Foto dell'Autore)
Rivedo le colline color perla
confondersi nel cielo mattutino
come fosser pensieri evanescenti
e tra quei pini lontani in controluce
distendersi le ombre appena nate
che passeggiano calme nel tepore.
Rivedo un po' assonnati i girasoli
volgenti il viso al sole lentamente
che di luci colora il vasto piano.
ed un gabbiano ha offerto la sua piuma
perchè un'altra pagina sia scritta
nel calendario eterno di Natura.
(Dipinto dell'Autore)
Dammi la mia spatola d'acciaio
flessibile dolce e temperato
chè dalla tavolozza tolgo il grigio
ormai da tempo tutto raggrumato.
Dammi poi quattro caldi colori,
due bianche tele gia' preparate,
un po' d'olio di lino cotto e fra mezz'ora
finalmente sara' di nuovo Estate.