domenica, 27 gennaio 2008,11:17

Speranza

Non v'è piu' spazzatura da rovistare
nel contenitore della tua vita
pover'uomo tralasciato e sporco.
Vorrei rivedere dei giorni migliori
il tuo sorriso dietro l'ispida barba
e distender le grinze del tuo viso.
Ma fra gli eletti dell'Onnipotente
sarai il primo a riottenere dignita',
mentre a tant'altri sara' negata.
author: tutmosi
category: riflessioni, le mie fotografie
venerdì, 06 luglio 2007,19:20
Versola luce
Gli antichi egizi veneravano gli alberi, molto piu' numerosi nell'antichita' che ai nostri giorni.
La dea del cielo, NUT, abitava in un sicomoro; si dice che la vergine Maria, durante un suo soggiorno in Egitto, si nascondesse anch'Ella in un albero.
Il nome dell'albero è molto significativo: "IMA",che si scrive disegnando una piuma con accanto una falce e dopo una specie di cipresso, il tutto stilizzato.
Abbiamo dunque: I +MA =IMA ; la parola ha come determinativo l'albero che, anche da solo si puo' leggere IMA. - La radice di questa parola significa: "dolce, gentile, gradevole, benevolo, essere ben disposto". - In conclusione si puo' dire che l'albero è, per eccellenza, il simbolo della dolcezza della vita. - Stare seduto all'ombra di un albero, vicino all'otre di acqua fresca sospeso a un ramo, ascoltare il canto degli uccelli, contemplare il verde dei campi e lo scintillio del Nilo, era il massimo della felicita' dell'uomo egizio.
author: tutmosi
category: riflessioni, le mie fotografie
domenica, 17 giugno 2007,10:40

verso...

digitalphoto dell' Autore

author: tutmosi
category: riflessioni
venerdì, 08 giugno 2007,10:43

FOTO1 copia

Quando cade un frutto maturo.

la sua dolcezza stilla e delizia

le venature della terra

che in humus si trasforma.

Quando invece cade un uomo,

l'olio essenziale della sua esperienza

penetra le venature dello spazio vivente

e aggiunge una scintilla all'atomo,

mentre l'anima sua, altrove vola.

author: tutmosi
category: riflessioni
venerdì, 25 maggio 2007,15:53

universo 

L'universo non è altro che coscienza di sè
e in tutte le sue forme non rivela altro
se non una evoluzione della stessa,
dalle origini alla fine....
E lo scopo di ogni dottrina
è quello di insegnare la via per
per raggiungere questa unione finale.
author: tutmosi
category: riflessioni
sabato, 19 maggio 2007,10:20
al lavoro

(Tutmosi nel suo Studio) 

Colpi di subbia,di mazzuolo
dentro le venature
dell'antico Bianco di Carrara,
mentre le schegge schizzano
onde toglier le parti in eccesso,
chè la statua è gia in esso,
come disse il Grande.
Poi pomice e smeriglio
finchè materia
non diventi Poesia.
author: tutmosi
category: riflessioni
martedì, 08 maggio 2007,17:09
mutazioni  

(Fotopittura digitale dell'Autore) 

Ho cambiato il colore del mare,
ho artefatto anche quello del cielo.
Ho poi tolto la spuma fragrante
dagli scogli, rumorosa e battente.
Ho fermato la brezza del nord
che trasporta gli effluvi di terra.
Di salsedine il profumo ho levato
e anche quello del buon rosmarino.
Ho dipino un gabbiano silente
come statua che guarda l'ignoto.
Diventato bassorilievo dipinto
d' essiccati, screpolati colori,
sara' questo l'aspetto futuro
della Terra frustrata d' errori?
author: tutmosi
category: riflessioni, le mie fotografie
martedì, 24 aprile 2007,10:26
"Via Crucis"
foto e testi di:
Tutmosi
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Quanti Artisti hanno descritto la Passione di Cristo? In qualsiasi Chiesa si entri,nei muri perimetrali vi sono raffigurare le 14 stazioni della Via Crucis. Uno sguardo veloce, e via.
Eppure  è la storia piu' tragica e immensa vista e interpretata da migliaia di pennelli, di scarpelli od altri strumenti, per ricordarci sempre che quell'Uomo è salito sul Golgota per la nostra redenzione.
Il venerdi' della Passione mi sono trovato in una di quelle migliaia di processioni della Via Crucis  organizzate dalle Parrochie di tutto il mondo cristiano fino a quella immensa fra le mura del Colosseo. Mi è sembrata ben rappresentata con un ottima regia, pur svolgendosi in un piccolo borgo toscano .
Ho acceso la mia fedele digitale e scattato un centinalio di immagini, quasi tutte a luce ambiente per mantenere certi effetti che poi ho elaborato con la post-elaborazione digitale.
Ve ne propondo solo una manciata, non con la speranza che vi piacciano o meno, ma per far capire che si fa poesia anche con le immagini e in questo caso è Poesia Santa.
 (Tutmosi)
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"....non rispondi nulla? Che testimoniano questi contro di te? Ma egli taceva e non diede 
        nessuna risposta. Di nuovo il sommo sacerdote che lo interrogava dicendogli: sei tu il Cristo Il figlio del benedetto? Quindi Gesu' disse: Lo sono" - MARCO -
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" E venne e li trovò addormentati e disse a Pietro:Simone:dormi? Non hai avuto la
          forza di vigilare almeno un'ora? "
- MARCO -
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" Ma lo seguiva una gran moltitudine del popolo e di donne che si battevano con dolore e
    facevano lamenti per lui."
LUCA -
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" I soldati lo rivestirono di porpora e, intrecciata una corona di spine gliela misero" 
MARCO -
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"E intrecciata una corona di spine gliela misero sulla testa.....E inginocchiandosi davanti a lui
           lo schernirono dicendo: Salve Re dei giudei"
  - MATTEO -
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"Inoltre c'erano molte donne che guardavano,fra le quali Maria Maddalena e Maria
            Madre di Giacomo..."
- MATTEO -
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" Ma uno dei malfattori appesi gli diceva ingiuriosamente: Tu sei il Cristo? Salva te stesso
            e non noi......non temi affatto Dio, ora che sei nello stesso giudizio? "
- LUCA
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" Dalla sesta ora caddero le tenebre su tutto il paese. Verso la ora nona Gesù chiamò
 ad alta voce dicendo: Mio Dio, Mio Dio, perchè mi hai abbandonato? e divenne notte"
- MATTEO -
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E divenne notte, e quelle tenebre divennero fiaccole di luce eterna
- Tutmosi -
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 Un soldato romano si inginocchia innanzi al Calvario. Potrebbe essere accaduto un fatto
           così in quella tragica notte carica di passione?                     
 - Tutmosi -
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Gli occhi innocenti dei bambini, che forse per la prima volta che vedono raffigurata la
            Passione, sono sbigottiti in questa notte così illuminata da fiaccole e dai tanti costumi
            che anch'essi rivestono. Qualcuno ancora forse non capirà.   
- Tutmosi -
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Tutte le fotografie sono di proprietà dell' Autore
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La Redazione di Rosso Venexiano, ringraziandoti calorosamente per la tua partecipazione sulle nostre pagine auspica un felice prosieguo del tuo percorso artistico.
author: tutmosi
category: riflessioni, le mie fotografie
lunedì, 12 marzo 2007,17:17







(foto dell'autore)


Si dice che gli Indiani d'America abbiano chiamato "cacciatori d'ombre"

i primi fotografi con i quali vennero a contatto.

Se si analizza l'espressione, se ne resta davvero affascinati.

Di fatto quei pionieri d'arte, armati delle primissime ed

elementari fotocamere, tentavano di ritrarre e far loro quel

mondo cosi' pittoresco, ma per i nativi che si rivedevano raf-

figurati in bianco e nero, quelle opere potevano sembrare solo

"ombre senz'anima".  Gli antichi egizi chiamavano "ba", la

nozione che meglio si potrebbe assimilare al nostro concetto

di anima. Una potenza attiva,fuori delle contingenze spaziali,

lontano dall'essere vivente di cui era la manifestazione.

E l'anima che tutte le cose, gli oggetti, le persone posseggono,

non si puo' ritrarre. Si puo' tentare semmai di "dar voce" ad

un'opera affidandosi alle forme, ai colori, agli atteggiamenti,

meglio con la pittura e la scultura,ma anche con la fotografia.

In questa mia modesta immagine che ritrae due picciooni su

un cornicione, aldila' del vetro d'una vecchia finestra di una

Chiesa, ove si notano gli affreschi interni, ho tentato quindi

di far "sentire" all'obiettivo il fruscìo delle piume, in calore

del sole, il tubare gutturale. Il voler poi ritrarre i due "prota-

gonisti" non direttamente, ma separati, soffusi in controluce

da una vetrata, puo' aver aumentato la sensazione di sentire

in quel silenzio che li avvolge, perche' poi solo nel silenzio

tutto si sente.
author: tutmosi
category: riflessioni
sabato, 17 febbraio 2007,11:24
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Quest'anno San Martino

dall'undici novembre

s'è tolto il suo mantello

e piu’ non l’ha rimesso.

I giorni son trascorsi,

i mesi son passati,

la porta dell'inverno

appena s'è dischiusa.

Gia' son sbocciati i fiori

ed  una primavera

d'anticipo è venuta.

Ricordo una stagione

col vento che fischietta

e il caminetto acceso.

Ricordo quella pioggia

che batte sul mio vetro

e mi lava il giardino.

Invece c'è una cappa

dall'uomo costruita

sotto la quale adesso

si vive un'altra vita.

author: tutmosi
category: riflessioni